10 ragioni perchè la campagna virale Barilla/Lasagna/Inter non è nulla di che

L’avete, l’abbiamo vista tutti: il giorno il cui Kevin Lasagna pareggia in extremis una partita terrificante dell’Inter, peraltro in casa, peraltro perdendo le residue speranze di riacciuffare un campionato perso per strada nell’ultimo mese, Barilla ha pubblicato orgogliosamente questa immagine.

Schermata 2016-01-26 alle 21.39.02.png

Nonostante le levate di scudi di amici e colleghi, nonostante mi abbiano dato del permaloso (da interista convinto), l’ho trovata di una pochezza ed una banalità sconcertanti. Certo, quanto accaduto a San Siro aveva del clamoroso e siamo tutti d’accordo (chi incazzato, chi allegrotto), così come ci stavano i memi sfottò prodotti dai tifosi.

Dai tifosi, appunto. L’intromissione di un brand nella faccenda, con la scusa di fare quello che i vari guru del settore chiamano instant marketing, sa tanto di tentativo di catalizzare l’attenzione sfruttando l’hype del momento.

Mi spiace, ma la penso così.

Senza contare i seguenti dieci punti.

10. Barilla è un brand alimentare, che non dovrebbe aver bisogno di fare “questo” social media marketing. Voglio dire, a me danno l’impressione di aver colto l’occasione per (s)parlare quando normalmente non avrebbero troppo di rilevante da raccontare. Per intenderci, i precedenti post sulla pagina sono stati originalissimi, direi: Curiosi di scoprire le novità Barilla del 2016? Continuate a seguirci e… Buon Anno!, Buon Natale da Barilla, e poi bisogna risalire ai primi di novembre. Due mesi prima.

9. Per lo stesso motivo precedente, si tratta di uno dei troppi brand all’italiana che non sembrano avere le idee troppo chiare in merito, e che sfruttano estemporaneamente l’istant marketing. Pratica che, parliamoci chiaro, dopo i sette miliardi di meme su Bill e su Miss Italia in guerra, ha francamente rotto le scatole.

8. La quantità di social media marketer ed esperti del settore che hanno citato questo come success case è semplicemente imbarazzante. Ma davvero pensate quello che scrivete?

7. Bisognerebbe diffidare da qualsiasi fenomeno diffuso su internet che vada a praticare lo sfottò della maggioranza (i non interisti) contro una evidente minoranza: d’accordo, non stiamo parlando di sfottere negri o omosessuali, chiaro, eppure un precedente imbarazzante l’azienda ce l’ha. Motivo per cui mostrano di non aver capito granchè dalla volta precedente, tra l’altro. Stranamente questo criterio vale solo in questo caso, mai che a qualcuno fosse venuto in mente di fare instant marketing su Valentino Rossi che perde il Mondiale (sai che guerra), sulla Juve che perde la finale di Champions (non sia mai), sulla Ferrari che esce di gara perchè magari ha bucato (battuta sui bucatini, no?

6. L’instant marketing sa spesso di battutina insipida, brillante solo nella testa di chi l’ha concepita ma, a ben vedere, semplicemente banalotta. E per capirlo basta rileggere oggi l’instant marketing della Ceres quando venne assolto Berlusconi, quasi imbarazzante se visto oggi.

5. come succede per ogni moda nel momento in cui questa diventa mainstream, tutti ci si buttano, ma pochi sanno fare le cose per bene – questa la cito, rispecchia un altro punto fondamentale secondo me.

4. L’immagine di Barilla, storicamente legata ad una visione pacificante, buona e pacata della famiglia italiana mal si concilia con i commenti dei tifosi sotto a quel post: adesso si ritrovano la pagina infestata di lamentele, contro-lamentele, commenti sarcastici, sfottò anche pesanti, rivalità mai sopite e botta e risposta che degenereranno facilmente nel flame. Del resto si parla di calcio, ambiente in cui sarebbe meglio lasciare le diatribe ai commenti della Gazzetta ed ai bar. Prescindere da questo contesto significa o non capire quello che si fa (e non voglio crederci), o credere un po’ di vivere nel mondo delle fate.

3. Per quale motivo, poi, Barilla si è fatta sfuggire l’occasione ghiotta di ironizzare sul gol di Maccarone che pareggia col Milan appena un giorno prima? Eppure i maccheroni Barilla sono buoni quanto le lasagne…

2. Con questa uscita la Barilla fa anche un po’ tenerezza (gli adulti che si fa i selfie da adolescente, avete presente?), che gioca col mezzo nella convinzione di capirlo a fondo: e se non vogliamo farne una questione di modernità, la battuta su Lasagna (!) è più scontata dei cartoni del latte Eurospin. Invece in Italia stanno trattando questa uscita manco fosse un calembour di Karl Kraus, e questo è allucinante come quelli che, bontà loro, si stanno mettendo in mostra come consulenti di social media marketing cavalcando l’onda.

1. Quell’immagine non sarà offensiva, certo, ma ci sono stati fotomontaggi fatti da juventini di 14 anni che facevano più ridere, ed è grossolana come chi l’ha condivisa, come chi valuta la questione con leggerezza (“tanto io non seguo manco il calcio, figurati”) e come chi fa l’intellettuale su di essa (tipo io, chiaramente). E quel che è peggio (non volendone fare un discorso da tifosi) chi l’ha condivisa l’ha fatto come se la pagina ufficiale di Barilla fosse la paginetta Facebook da tifosi sfigatelli.

Faccio mie le parole di un tifoso che ha commentato alla fine, e chiudo.

La battuta è divertente solo perchè è sull’inter ma se fosse successo alla juventus si sarebbero sentite cose tipo: “Barilla rosica, barilla prescritta, barilla interista, barilla malox” ecc..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...