Il diritto alla privacy di chi scarica porno a pagamento

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Cos’è il genio?

Sera. Tardi. Solo a casa. Girovago sul web con tutti gli account Google e Facebook sconnessi (‘nsi sa mmai), e capito in un sito.

Di quelli che.

Avete capito.

Porno.

A pagamento.

Pollo. Esistono i torrent.

Liberissimi di pensarlo, per carità: è uno svago, una fissazione se preferite. Ogni tanto mi piace concedermela, non è un vizio, spero non lo diventi mai.

Quantomeno se danno porno in HD.

Uff.

Pero’ c’è un problema quando fate ste cose (le fate anche voi, su), e dovete stare abbastanza attenti per evitare situazioni potenzialmente imbarazzanti.

Come figura la transazione sul vostro conto, alla fine?

Domandone, ma ci arrivo a breve.

Sia detto per inciso, apprezzo il loro modello di business, molto più concreto di molte startup di merda che vedo in giro: sono la frontiera più concreta del “pagare per un servizio online”, alla fine. Un modello di business (pubblicità free su Youporn, video HD o webcam in streaming a pagamento) che magari da’ da mangiare a molte famiglie, single, sposati con/senza figli.

Caro, com’è andata a lavoro oggi (bacio)?

Figurati, ci siamo ammazzati di segh

…chiusa parentesi.

Dicevo, vado in questo sito porno con queste tizie che (detta fuori dai denti) mi acchiappano parecchio; e dico vabbè, dai, vediamo sti video HD come sono.

Mmmm.

Pagina del pagamento. Accettano PostePay, figo (per me il 70% degli uomini usa PostePay per prevalente scopo masturbatorio, anche se poi in banca e in famiglia dice che sono spese di “ebook e Amazon“, e soprattutto non chiedetemi come faccio a saperlo), senza BitCoin e quell’altra Mastercatz American Beauty ecc. di cui mi fido tendenzialmente poco.

(Per inciso, e giusto per fare quello che ne sa di SEO e sottolinea le parole chiave: anche le donne si masturbano, per cui penso vadano in un 10% di quelli che hanno PostePay. Dubito fortemente lo facciano guardando questo blog, pero’ lo fanno.)

Troll-face
eh eh eh, eh eh eh.

Ok, faccio un abbonamento.

Clicco avanti (c’è pathos, vero?).

OK.

Inserire numero carta.

Fatto.

Recurring billing …no, meglio di no!

Seleziona billing single ma non recurring che poi mi succhiano (ehm) decine di euro senza che me ne accorga.

Avanti.

Ne basta uno singolo – domani mi vedo con la tizia bionda di Feisbuk, su, non disperiamo.

Pero’ aspetta, e qui il dubbio mi assale: com’è che figura la transazione sul mio conto, alla fine?

Di solito i siti per adulti non scrivono esplicitamente che servizio stai acquistando, bensì una cosa molto generica (e non scrivo cosa volutamente): di solito!

In questo caso no.

In questo caso mi piazzano direttamente il link del sito (…ah), in modo che figuri nell’estratto conto della mia carta.

No, scusate, ma questa è una cosa piuttosto allucinante, anche perchè è scritto molto piccolo poco prima dell’acquisto che infatti, poi, non ho fatto.

Tipo così.

e-si-vabbè-privacy.stocatz

A me sembra allucinante che uno paghi per un servizio per adulti e poi figuri pubblicamente nella transazione IL NOME DEL SITO, una cosa che viola qualsiasi principio di buonsenso.

Nulla di male, per carità, ma un po’ di riservatezza quando si fanno certe cose ci vorrebbe, poi non so eh.

Troll-face

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