In difesa dei morti di figa

Tra le categorie più bersagliate da critiche, sfottò ed attacchi di ogni genere, vi  è una categoria di uomini che viene spesso a trovarsi vittima di generalizzazioni di ogni genere: i “Morti Di Figa“, in sigla MDF.

In genere, si tratta di individui effettivamente spregevoli e con una scarsa o nulla concezione della donna in quanto essere umano eccetera.

Gente che, insomma è spesso così:

e che passa le giornate a commentare su Facebook foto di signorine più o meno discinte, e più o meno irraggiungibili, che non li considereranno mai.

Quando sento critiche rivolte ai vari MDF, signori, il mio cuore si spezza a metà che manco ieri sera durante la goleada della Fiorentina: da un lato provo quasi istintiva pietà per questi subumani che, in fin dei conti, ci “provano” con modi e mezzi che hanno, a colpi di messaggi su Whatsapp improbabili magari e, dall’altro mi sento – e mi secca ammetterlo, lo confesso  -orrendamente chiamato in causa. E sapete perchè?

Perchè se nella definizione di “uomo che non scopa molto e che ci prova un po’ con tutte”  tutto sommato rientro anch’io, per quanto abbia raggiunto un livello evolutivo tale da non essere esplicitamente tacciabile di esserlo. Mi seccherebbe rientrare in questa categoria: ci manca solo questa.

Eppure mi accorgo che questo attacco continuo a chiunque scriva un misurato “ciao, sei molto carina” o un più audace “ti tapperei qualsiasi buco con qualsiasi genitale pendulo“, che l’andazzo attuale richiede di essere espliciti nell’approccio. Se non sei esplicito nell’approccio non ti cagano di striscio, se lo sei sei un morto di figa è un’equazione a cui fatico a trovare un senso.

Dai, avete capito: sono il classico tipo a cui dicono tutte che mi vedono come un puccioso orsacchiottone o al massimo come un fratello maggiore, che quando si tratta di andare “oltre” – verso l’ignota cavità vaginale – ti guardano storto e sembra diventino improvvisamente interessate a tutt’altro. Sì, sono un uomo come tanti che ripiega sul lavoro, sul porno e sulle letture impegnate per non mettere a dura prova la propria fisiologia: un MDF ad uno stadio evolutivo superiore, credo, ma pur sempre un MDF.

Sì, perchè il Morto di Figa deve aprire gli occhi, svegliarsi e fare autocritica e tutto ma va protetto, è chiaramente un bersaglio generico dietro cui molte donne (e molti uomini) vanno appresso al fine (poco nobile) di dissimulare o giustificare le proprie debolezze.

Dico solo questo: un po’ di attenzione extra a chi fa il “morto di figa” con voi le prossime volte che vi capiterà di andarvene in giro. Se è vero che molti di questi non-scopatori cronici dovrebbe solo (e lo dico con cognizione di causa) farsi curare, molti altri sono individui sensibili, con un vissuto e tante delusioni incollate sulla pelle. Molte delle loro ferite, sono soltanto accuratamente nascoste e…

Qui mi fermo, lo faccio perchè francamente mi sta per scappare qualche lacrimone di rabbia per quelle volte che eri troppo bella da farti avvicinare, e quando ti ho avvicinata hai fatto spallucce (lo ammetto, odio farmi compatire). Sta solo a voialtri/e mostrare di non avere la sensibilità di una macchina da cucire o la confidenza col pallone di Handanovic con la Fiorentina. I

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Il diritto alla privacy di chi scarica porno a pagamento

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Cos’è il genio?

Sera. Tardi. Solo a casa. Girovago sul web con tutti gli account Google e Facebook sconnessi (‘nsi sa mmai), e capito in un sito.

Di quelli che.

Avete capito.

Porno.

A pagamento.

Pollo. Esistono i torrent.

Liberissimi di pensarlo, per carità: è uno svago, una fissazione se preferite. Ogni tanto mi piace concedermela, non è un vizio, spero non lo diventi mai.

Quantomeno se danno porno in HD.

Uff.

Pero’ c’è un problema quando fate ste cose (le fate anche voi, su), e dovete stare abbastanza attenti per evitare situazioni potenzialmente imbarazzanti.

Come figura la transazione sul vostro conto, alla fine?

Domandone, ma ci arrivo a breve.

Sia detto per inciso, apprezzo il loro modello di business, molto più concreto di molte startup di merda che vedo in giro: sono la frontiera più concreta del “pagare per un servizio online”, alla fine. Un modello di business (pubblicità free su Youporn, video HD o webcam in streaming a pagamento) che magari da’ da mangiare a molte famiglie, single, sposati con/senza figli.

Caro, com’è andata a lavoro oggi (bacio)?

Figurati, ci siamo ammazzati di segh

…chiusa parentesi.

Dicevo, vado in questo sito porno con queste tizie che (detta fuori dai denti) mi acchiappano parecchio; e dico vabbè, dai, vediamo sti video HD come sono.

Mmmm.

Pagina del pagamento. Accettano PostePay, figo (per me il 70% degli uomini usa PostePay per prevalente scopo masturbatorio, anche se poi in banca e in famiglia dice che sono spese di “ebook e Amazon“, e soprattutto non chiedetemi come faccio a saperlo), senza BitCoin e quell’altra Mastercatz American Beauty ecc. di cui mi fido tendenzialmente poco.

(Per inciso, e giusto per fare quello che ne sa di SEO e sottolinea le parole chiave: anche le donne si masturbano, per cui penso vadano in un 10% di quelli che hanno PostePay. Dubito fortemente lo facciano guardando questo blog, pero’ lo fanno.)

Troll-face
eh eh eh, eh eh eh.

Ok, faccio un abbonamento.

Clicco avanti (c’è pathos, vero?).

OK.

Inserire numero carta.

Fatto.

Recurring billing …no, meglio di no!

Seleziona billing single ma non recurring che poi mi succhiano (ehm) decine di euro senza che me ne accorga.

Avanti.

Ne basta uno singolo – domani mi vedo con la tizia bionda di Feisbuk, su, non disperiamo.

Pero’ aspetta, e qui il dubbio mi assale: com’è che figura la transazione sul mio conto, alla fine?

Di solito i siti per adulti non scrivono esplicitamente che servizio stai acquistando, bensì una cosa molto generica (e non scrivo cosa volutamente): di solito!

In questo caso no.

In questo caso mi piazzano direttamente il link del sito (…ah), in modo che figuri nell’estratto conto della mia carta.

No, scusate, ma questa è una cosa piuttosto allucinante, anche perchè è scritto molto piccolo poco prima dell’acquisto che infatti, poi, non ho fatto.

Tipo così.

e-si-vabbè-privacy.stocatz

A me sembra allucinante che uno paghi per un servizio per adulti e poi figuri pubblicamente nella transazione IL NOME DEL SITO, una cosa che viola qualsiasi principio di buonsenso.

Nulla di male, per carità, ma un po’ di riservatezza quando si fanno certe cose ci vorrebbe, poi non so eh.

Troll-face